È stato pubblicato dal MISE il rapporto periodico al 31 dicembre 2018 sui finanziamenti a startup, PMI innovative e incubatori certificati ottenuti grazie al Fondo di Garanzia Piccole e Medie e Imprese (c.d. FGPMI): 

A fine 2018 l’ammontare complessivamente erogato ammonta a 965 milioni di euro. Aggiungendo a questo importo le circa 180 operazioni già avallate dal Fondo ma non ancora finalizzate, è possibile stimare con certezza che già in queste prime settimane del 2019 viene superata quota 1 miliardo di euro di credito erogato.  

E’ un grande risultato se si pensa alle grandi difficoltà delle nostre aziende innovative a reperire finanziamenti necessari per crescere.

La garanzia del Fondo è una agevolazione del Ministero dello Sviluppo economico, entrata in vigore il 26 giugno 2013, finanziata anche con le risorse europee dei Programmi operativi nazionale e interregionale 2007-2013, che può essere attivata solo a fronte di finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari finanziari alle imprese sopra citate. Costituisce un importante tassello delle politiche pubbliche a sostegno dell’ecosistema dell’imprenditoria innovativa: individuando modalità e criteri semplificati di accesso a questo fondo, il provvedimento vuole favorire le startup innovative e gli incubatori certificati nel reperimento delle risorse finanziarie necessarie al loro sviluppo.

Le startup hanno grandi difficoltà a reperire i finanziamenti necessari nella fase di avvio e di crescita in quanto non posseggono le garanzie reali richieste dalle banche a copertura del fabbisogno finanziario. Le garanzie richieste diventano ancora più onerose qualora le imprese, come avviene nel caso delle startup innovative e degli incubatori certificati, conducano attività ad alto potenziale di crescita, percepite come più rischiose. L’intervento del Fondo mira a ridurre queste distorsioni, permettendo ad aziende strategiche per l’incremento della competitività del tessuto economico del nostro Paese di accedere ai finanziamenti.

COME FUNZIONA IL FONDO DI GARANZIA

  1. La garanzia sui finanziamenti bancari alle startup e agli incubatori è concessa a titolo gratuito. L’intervento del Fondo è ammissibile per tutte le tipologie di operazioni, anche in assenza di un programma di investimento, né è richiesta una misura minima del versamento dei mezzi propri.
  2. L’intervento fissa in 2,5 milioni di euro l’importo massimo garantito per ogni startup innovativa o incubatore certificato, da utilizzare eventualmente attraverso più operazioni fino a concorrenza del tetto stabilito, non esistendo un limite massimo di operazioni effettuabili.
  3. Il Fondo copre fino all’80% dell’ammontare del finanziamento, nel caso di garanzia diretta, o l’80% dell’importo garantito da confidi o altro fondo di garanzia nel caso di controgaranzia.
  4. La garanzia è concessa senza valutazione dei dati di bilancio dell’impresa o dell’incubatore.
  5. Il 20% dell’importo dell’operazione finanziaria rimane a carico del soggetto finanziatore in quanto non assistita da alcuna garanzia, reale assicurativa o bancaria ad eccezione di un’eventuale garanzia personale; si rileva pertanto un certo grado di coinvolgimento della Banca, poiché essa dispone di maggiori elementi conoscitivi sull’impresa e può effettuare un’adeguata valutazione delle strategie e delle prospettive di sviluppo della startup innovativa o dell’incubatore, fermo restando che la copertura dell’80% del rischio della operazione finanziaria rappresenta sicuramente un forte incentivo alla concessione del finanziamento.
  6. L’impresa non può inoltrare la domanda direttamente al Fondo. Deve rivolgersi a una banca per candidarsi a ricevere il finanziamento e, contestualmente, richiedere che sul finanziamento sia acquisita la garanzia diretta. Sarà la banca stessa ad occuparsi della domanda. In alternativa, l’impresa si può rivolgere a un Confidi che garantisce l’operazione in prima istanza e richiede la controgaranzia al Fondo. Tutte le banche sono abilitate a presentare le domande, mentre, con riferimento ai Confidi, occorre rivolgersi ad un operatore accreditato.
  7. Le procedure sono snelle e veloci: in tempi rapidi vengono verificati i requisiti di accesso e adottata la delibera. L’impresa viene informata via e-mail sia della presentazione della domanda sia dell’adozione della delibera.

[Tutte le informazioni sui criteri e le modalità di accesso al Fondo sono pubblicate sul sito www.fondidigaranzia.it.]

L’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI da parte delle startup innovative presenta squilibri sul piano della ripartizione territoriale: come si nota dalla Tabella riportata, la performance varia notevolmente da regione a regione. La Lombardia è largamente in testa rispetto ad altre regioni, seguita da Emilia-Romagna, Veneto,  Piemonte e Marche.

Tabella Fondo di Garanzia per le PMI da parte delle startup innovative

Fonte: MISE, 18º Rapporto FGPMI

Tale disomogeneità non può essere ricondotta soltanto al numero assoluto di startup innovative presenti: anche il rapporto tra le imprese innovative e quelle, tra esse, che hanno utilizzato lo strumento, mostra significative variazioni a livello territoriale, come si nota da questa tabella.

rapporto tra le imprese innovative

Da segnalare i casi di successo di Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, le cui startup presentano un’incidenza nell’accesso al Fondo di Garanzia sensibilmente elevata: oltre un quarto delle imprese che siano mai state iscritte come startup innovative ha avuto accesso alla misura. Un caso opposto è quello della Toscana, che, pur rappresentando una regione in cui la popolosità del fenomeno delle startup innovative è rilevante (ottava regione in Italia), si trova in coda a questa classifica: il rapporto tra beneficiarie e tutte le iscritte appena il 7%.

A fine 2018 l’incidenza di crediti in sofferenza sulle operazioni verso startup è nettamente più bassa rispetto a quella rilevata per le altre società di capitali di recente costituzione: 3,7% contro 7,3%.

Se invece guardiamo alle PMI innovative, tutti i prestiti erogati a loro favore risultano già rimborsati o in corso di ammortamento, per cui il tasso di crediti in sofferenza è pari a zero.

Queste e molte altre evidenze sono presentate nell’ultimo rapporto di monitoraggio sull’accesso di startup e PMI innovative al FGPMI e nella relativa infografica di sintesi.