Laura Gori è una donna appassionata, un’imprenditrice che dopo trent’anni di successi nel business delle traduzioni viene “folgorata” nel 2017 da un nuovo modo di fare impresa: la Benefit Corporation.

“Avevo bisogno di una nuova passione che tornasse a farmi battere il cuore. “

È da queste basi che nell’agosto di tre anni fa fonda Way2Global – startup innovativa e prima società del settore al mondo nata in assetto di società benefit – che con le sue “translations that care” valorizza oltre confine contenuti e comunicazione multilingue delle aziende che intendono internazionalizzare, nello spirito della risoluzione ONU che nel 2017 ha proclamato la traduzione professionale “una leva di sostenibilità che unisce le persone oltre confini, lingue e culture”.

 

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Laura Gori

Grazie Laura per aver accettato questa intervista. Ci spieghi che cos’è una società benefit, una Bcorp nel mondo anglosassone, e quali differenze ci sono tra queste due entità?

 La Società Benefit (SB) è una forma giuridica d’impresa ibridata, a mezza via tra profit e non-profit, che consente all’imprenditore di coniugare la ricerca del profitto con l’intento più nobile e civile di perseguire anche il bene comune, ossia un impatto socio-ambientale positivo.

Queste imprese formalizzano la loro duplice responsabilità, verso i soci e verso tutti i portatori d’interesse, nello Statuto, e la rendicontano pubblicamente in una Relazione d’impatto allegata al bilancio.

Grazie all’on. Mauro Del Barba, cui sarò sempre grata per avermi cambiato la vita, l’Italia ha il primato di essere il primo stato sovrano al mondo ad avere introdotto nel 2016 una legge per recepire nel suo ordinamento giuridico questo rivoluzionario paradigma d’impresa nato negli USA.

Le B Corp sono anch’esse aziende a duplice finalità che perseguono profitto e bene comune, ma come idea imprenditoriale nascono negli USA nel 2006, dall’analoga esigenza di introdurre un correttivo sociale e rigenerativo alla forma tradizionale di capitalismo, per sua natura predatorio delle risorse del pianeta.

Per diventare B Corp occorre superare un audit e conseguire una certificazione di ente terzo (B Lab) misurandosi con il B Impact Assessment (BIA), rigoroso protocollo di misura degli impatti disponibile online.

Società Benefit e B Corp, denominate collettivamente “Benefit Corporation”, rappresentano il movimento Benefit, che in tutto il mondo punta a riformare il modello di sviluppo economico capitalistico all’insegna della Sostenibilità.

Quale è stato il percorso che ti ha portata a costituire tre anni fa la Società Benefit?

Il mio percorso è quello di un’imprenditrice per trent’anni alla guida di aziende femminili tradizionali, con una forte impronta d’innovazione e CSR.

Fondata la mia prima creatura nel 1988, nei 3 decenni successivi l’ho condotta con sacrificio e dedizione attraverso la rivoluzione della globalizzazione e del digitale, fino a diventare una piccola multinazionale della localizzazione tra i primi 100 player globali del settore, premiata in Borsa Italiana per leadership e innovatività del modello di business.

Nel 2016 la scoperta epifanica del mondo Benefit mi ha folgorata e mi ha indotta a mettere senza indugio un punto fermo alla mia esperienza d’impresa precedente, per ricominciare tutto daccapo con tanto coraggio e quel pizzico di sana follìa che solo una passione indomita sa sprigionare.

Conquistata dal fascino di questo innovativo modello di business che consente all’imprenditore di abdicare alle aride istanze personalistiche di ricchezza e potere per farsi parte di un disegno più grande e nobile a beneficio della collettività, nel 2017 ho costituito Way2Global come startup e prima società del settore al mondo nata in assetto di società benefit.

Per me è stato come trovare una risposta formale e concreta, una veste giuridica perfetta per il mio scatto di coscienza interiore e la ricerca di un senso più profondo al mio fare impresa.

La mia visione di servant leadership nasce dal senso di responsabilità che ritengo debba indurre gli imprenditori a impiegare la potenza del business, motore trainante dell’economia, al servizio della collettività al fine di migliorare la vita delle persone e del mondo attorno.

Sono convinta che fare impresa significa avere un’idea e trasformarla in valore per gli altri, e che l’imprenditore si debba fare col cuore e la passione, non col portafoglio.

E’ così che ho trovato il mio nuovo posto nel mondo, nella stretta interdipendenza con le altre Benefit Corporation, al servizio di una rivoluzionaria Caring Economy, che si prende cura delle persone per riparare le storture del mondo e crearne uno migliore.

Siamo in un momento storico molto particolare. Le aziende devono ripensare i loro modelli di business per la ripartenza. Ci spieghi come la sostenibilità a 360 gradi sia una fattore fondamentale per le aziende in questa fase?

Mai come in questo momento di discontinuità e cambiamento epocale noi Benefit Corporation ci sentiamo chiamate in causa per contribuire a riprogettare un capitalismo più equo, inclusivo, e responsabile.

La Sostenibilità è la chiave per una trasformazione strutturale, sana e rigenerativa dell’economia e del mondo – in antitesi ai vecchi e inadeguati modelli estrattivi e predatori delle risorse del Pianeta.

“Peggio di questa crisi, c’è solo il dramma di sprecarla” è una frase di Papa Francesco, che con l’enciclica Laudato Sii, i suoi comandamenti “verdi” e la sua teoria dell’ecologia integrale converge perfettamente con il sistema valoriale Benefit, vocato a una rivoluzione trasformativa e rigenerativa.

Il modello Benefit è il nuovo paradigma d’impresa responsabile, etica e sostenibile che valorizza tutta la tradizione italiana di CSR, di economia civile e dei rispettivi padri nobili (Stefano Zamagni, Adriano Olivetti) per trasformare le aziende in soggetti che producono valore per la società.

Nella nostra visione del mondo, un domani non lontano, tutte le aziende, in forza di una mutazione genetica del proprio dna, saranno Benefit Corporation, impegnate in solido a coniugare lo sviluppo dell’economia con la cura della società e del pianeta. Non essere Benefit sarà l’eccezione.

Da sempre fautori e appassionati paladini d’innovazione trasformativa e palingenesi socio-economica, oggi con il futuro aperto e tutto da riscrivere siamo in prima linea, ferventi e trepidanti, per dar vita a una nuova politica industriale, che guidi la rinascita del Paese all’insegna della Sostenibilità e di un nuovo Umanesimo.

Oltre ad essere un’imprenditrice nel settore delle traduzioni, sei una advocate delle società benefit e della sostenibilità aziendale. Quali attività fai nel corso dell’anno per sostenere e diffondere questa cultura del fare impresa?

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Laura Gori

In Way2Global, Società Benefit “nativa” e certificata B Corp, sosteniamo e diffondiamo questa rivoluzionaria cultura d’impresa sostenibile attraverso i nostri progetti identitari: “Green Translations”, “Language Industry 4.0”, “Way2Academy”, TOP2018, ma soprattutto a livello istituzionale “Made in B Italy”.

Made in B Italy è un’idea nata dall’intelligenza collettiva del mio dream team che a dicembre 2018 ha visto la partnership con l’On. Mauro Del Barba sfociare nella costituzione di AssoBenefit, Associazione nazionale delle SB di cui ho l’onore di essere socia fondatrice, per valorizzare in tutto il mondo il ruolo pionieristico dell’Italia quale avanguardia d’innovazione sociale e nave scuola di rifondazione di un’economia più sostenibile.

Il progetto ha doppiato il suo secondo milestone a novembre 2019 con l’evento in Borsa Italiana nel quadro di BookCity per il lancio del progetto editoriale omonimo sulla via italiana all’impresa sostenibile, scritto col contributo dei padri nobili dell’economia civile e del mondo Benefit, e punta ora alla prossima tappa del suo roadshow internazionale, Expo Dubai 2021, in virtù della comune tematica della Sostenibilità.

Al di là dei nostri progetti corporate, siamo ferventi paladini del modello Benefit e di un cambiamento sistemico del modello di sviluppo economico, che promuoviamo facendo rete con le colleghe Società Benefit e B Corp, e partecipando attivamente a tutte le iniziative della community.

Esprimiamo inoltre la nostra cultura d’impresa sostenibile attraverso il nostro lavoro quotidiano e il nostro modello organizzativo di “laboratorio di sperimentazione sociale in stato beta permanente”.

Sono infatti convinta che sia ormai tramontata l’era dei modelli organizzativi e manageriali di tipo gerarchico basati su logiche di comando e controllo, e che la leadership femminile, coi suoi valori e le sue capacità di comunicazione, collaborazione, resilienza, innovazione, apertura, empatia, inclusione e cura, possa rivelarsi una leva vincente e perfettamente integrata con la mission delle Benefit Corporation e della loro cultura aziendale di cambiamento, trasparenza, equità e correttezza.

Se una startup volesse costituirsi come società benefit, quali criteri deve avere, quali indicatori deve impegnarsi a rispettare?

In realtà la legge sulle Società Benefit è stata scritta intenzionalmente in forma molto semplice, snella e aperta. Vuole infatti lasciare a qualsiasi forma d’impresa, dalle startup alle multinazionali, passando per le micro-imprese, tutta la libertà di trovare il proprio modo per produrre beneficio comune e contribuire a migliorare il mondo. Per l’imprenditore è sufficiente chiedersi “Quale valore produce la mia azienda per la società?”, e ancorare questa vocazione nella governance tramite lo Statuto. Gli indicatori da rispettare per misurare il progresso verso l’impegno assunto devono esser conformi a metriche di valutazione d’impatto di parte terza quale, in primis, il BIA.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

La mia visione di futuro è quella di continuare a scalare Way2Global in un entusiasta e grintoso modello di conversione sostenibile, in un fervente e solido business case che agisca da ambassador per le benefit corporation e la rivoluzione trasformativa cui tutti noi lavoriamo da anni,

Credo sia proprio l’energia dirompente della sua mission di agente d’innovatività sociale la chiave che ha consentito a Way2Global di evolvere in poco meno di 3 anni in una piccola azienda globale, agile e snella, che con la potenza del digitale può pensare in grande e competere su 3 continenti coi colossi mondiali del settore.

Tanto da ricevere l’Award in Borsa Italiana già vinto con 30 anni di azienda tradizionale, stavolta in soli 2 anni, “per aver fatto del proprio business un generatore di valore non solo economico, ma anche sociale e ambientale”

Mi piacerebbe che il mio sogno di contribuire a migliorare il mondo continuasse nei prossimi anni a realizzarsi attraverso l’ulteriore sviluppo dei nostri progetti identitari.

Language Industry 4.0 che utilizza l’innovazione tecnologica e l’AI come estensione del talento umano per sviluppare un nuovo ethos del lavoro basato su partnership, condivisione e modelli win-win, e per promuovere Open Innovation in partnership con università e centri di ricerca, Technology Transfer come ponte tra capitale umano e risorse tecnologiche, e Capacity Building per formare i professionisti all’uso della nuova tecnologia di frontiera.

E Green Translations che da inizio giugno ci consente di offrire il primo servizio di traduzioni decarbonizzato al mondo, grazie al consolidamento delle nostre buone prassi green e di economia circolare, al coinvolgimento e alla sensibilizzazione dell’intera filiera, e alla riforestazione del pianeta con la piattaforma digitale della collega B Corp Treedom.

La scelta di rinascere imprenditrice Benefit ha elevato la mia vita conferendole un nuovo senso e rinnovata passione. La mia mission è quella di ispirare positività e cambiamento, contaminare il mondo di energia virtuosa, e fabbricare entusiasmo e speranza nel modo di guardare, co-progettare e anticipare il futuro, in questo momento storico terribile ma meraviglioso, alba di una nuova era di rinnovamento sostenibile.

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Grazie Laura per questa intervista appassionata, per la tua visione del business a servizio della collettività. 

Ai lettori di questo blog appuntamento alla prossima IntervistaCaffè!