Per DPCM di ieri, 9 marzo, l’intera penisola diventa zona protetta, una misura resasi necessaria a seguito del rapido diffondersi dei contagi da COVID-19. Proprio da questa situazione di emergenza sto imparando molto: osservo le persone intorno a me e la città in cui da quasi vent’anni ho scelto di vivere, Milano. Mi accorgo che è proprio nei momenti di crisi che emerge il valore della gente e nascono idee, progetti condivisi e catene di solidarietà.

Milano è una città che sta facendo molti sacrifici per contenere il contagio: sono stati rinviati centinaia di micro-eventi, fiere e manifestazioni che sostengono un’economia che da sola rappresenta il 10% del PIL nazionale; una città che ospita circa duemila multinazionali estere, il 45% di quelle presenti in Italia, e conta 2.100 startup innovative.

Le crisi che colpiscono una nazione o il mondo intero, come quella che stiamo vivendo in questo periodo, sono foriere di cambiamento, perchè le persone si trovano a dover cambiare stili di vita, abitudini, nei casi più gravi si ammalano o perdono il lavoro. Si rende necessario un adeguamento che in normali situazioni si tende a rimandare. Questo perchè cambiare è scomodo, bisogna mettere in discussione molti schemi consolidati, di vita e di lavoro.

È cosi che in questa situazione di crisi, moltissime persone e aziende stanno scoprendo che gli strumenti digitali che spesso usiamo nel tempo libero, possono essere utilissimi per collaborare da remoto, per fare meeting online, per organizzare il lavoro di gruppo, per la formazione a distanza e anche per supportare persone in stato di bisogno.

woman-wearing-tank-top-sitting-by-the-window-920381

Che cos’è lo Smartworking?

 L’Osservatorio del Politecnico di Milano lo definisce ”una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati”.

È un nuovo paradigma organizzativo che passa dal controllo alla responsabilizzazione dei collaboratori, attraverso la revisione del modello di leadership, rafforzando il concetto di collaborazione.

Secondo Emanuele Madini, esperto di HR transformation:

«Lo Smart Working presuppone un profondo cambiamento organizzativo e culturale necessario per superare modelli di organizzazione del lavoro tradizionali. Restituire alle persone una maggiore flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari di lavoro e degli strumenti da utilizzare per svolgere le proprie attività lavorative significa creare organizzazioni più flessibili, introdurre approcci di empowerment, delega e responsabilizzazione delle persone sui risultati, favorire la crescita dei talenti e l’innovazione diffusa».

Secondo l’Osservatorio Smartworking del Politecnico di Milano, l’adozione di un modello di Smart Working “maturo” può produrre un incremento di produttività pari a circa il 15% per lavoratore. L’impatto a livello di sistema Paese di questo dato, considerando che il lavoratori che potrebbero fare smartworking in Italia sono almeno 5 milioni (circa il 22% del totale degli occupati), l’effetto dell’incremento della produttività media in Italia si può stimare intorno ai 13,7 miliardi di euro (ipotizzando una pervasività dello smartworking pari al 70% dei lavoratori potenziali).

rtl1025

A seguito della mia intervista con Fulvio Giuliani a RTL102.5 di mercoledì 4 marzo su smartworking e imprese, in cui ho sottolineato questi dati, si è manifestato un grande interesse verso questo tema e ho ricevuto molti messaggi e commenti da parte di persone che hanno seguito la trasmissione. [Qui per riascoltare l’intervista, dal minuto 31]

Ho deciso, così, di aprire una rubrica sul mio canale Telegram in cui quotidianamente aggiorno sulle ultime novità in tema di smartworking e smartschooling. È di questi giorni , infatti, la decisione del governo di prolungare la chiusura delle scuole rendendo, di fatto, una strada obbligata la formazione a distanza, o smartschooling appunto.

In questa rubrica, che è partita il 5 marzo scorso, ho già condiviso diverse iniziative da parte di aziende private o del governo, per supportare chi lavora da casa e i ragazzi e docenti delle scuole. In particolare:

  • la decisione di Cisco di offrire gratuitamente la sua piattaforma digitale Webex per 90 giorni alle aziende di moltissimi Paesi, tra cui l’Italia, per fronteggiare l’emergenza sanitaria.
  • la realizzazione di lascuolacontinua.it, un progetto di Cisco, Google, IBM e WeSchool per supportare in modo congiunto le community del sistema scolastico durante la chiusura delle scuole.
  • Il bando di Regione Lombardia per supportare le aziende lombarde ad avviare lo Smartworking con contribute fino a 22.500 euro a fondo perduto.
  • Global Thinking Foundation ha deciso di offrire gratuitamente le Licenze Studenti-Classi Virtuali di accesso alla piattaforma redooc.com, con l’obiettivo di favorire la continuità del processo di apprendimento delle principali materie scolastiche, a tutte le scuole e famiglie di tutte le regioni italiane.
  • La call del MISE per la promozione della solidarietà digitale in ambito smartworking e smartschooling.
  • L’opportunità di fare colloqui gratuiti con psicologi offerta dalla società Mindwork a tutte le persone confinate nelle zone rosse.

Per ottenere gli aggiornamenti direttamente sul proprio smartphone è necessario scaricare l’applicazione Telegram e seguire il canale a questo link: https://t.me/alessandralomonaco

In questo contesto è sempre più urgente migliorare le competenze digitali in modo che lo smart working possa estendersi anche ai settori più tradizionali.

L’innovazione è l’unico modo per far crescere le nostre imprese e la nostra economia e deve trovare spazio in una strategia di lungo periodo. Milano è il principale hub italiano per quanto riguarda l’innovazione e il digitale. Lo dimostrano le oltre duemila startup che operano in questa città e che tanto possono dare all’evoluzione di questo nuovo paradigma organizzativo.

coworking and smart working

Startup e smartworking

 Le startup possono dare un importante contributo allo smartworking, in particolare in alcune attività, quali :

  • Attività di comunicazione e collaborazione, con soluzioni innovative relative a sicurezza nell’accesso, all’automatizzazione di attività operative con sistemi di task e project management per il miglioramento del teamwork.
  • Utilizzo efficace degli spazi fisici, attraverso ad esempio la flessibilità nell’utilizzo di ambienti lavorativi in una logica “on demand”, così come alcune soluzioni che permettono di individuare e prenotare spazi di lavoro disponibili esterni alle sedi aziendali, come ad esempio gli spazi di coworking.
  • per il miglioramento del benessere delle persone, come certe soluzioni che usando mobile app, sensori e wearable device mirano a favorire comportamenti delle persone più orientati alla sicurezza, al benessere e alla salute anche nel contesto lavorativo.

Cosa possono imparare le aziende da questa situazione?

Sono diversi gli stimoli che arrivano a manager e imprenditori in questi giorni:

  1. La tecnologia non è un demone che ruba il lavoro agli esseri umani, ma lo arricchisce e lo rende possibile anche in situazioni di emergenza come quella che stiamo vivendo.
  2. La collaborazione basata sulla fiducia può aumentare la produttività solo se c’è piena consapevolezza degli strumenti e la capacità di utilizzarli.
  3. Lo smartworking non è un tema puramente tecnologico, quanto piuttosto di cultura manageriale. È un modello organizzativo, non un semplice strumento plug and play.
  4. Serve tanta formazione a tutti i livelli per arrivare ad aumentare la produttività, altrimenti la comunicazione nelle aziende rischia di andare in corto circuito con danni incalcolabili per il business e la continuità aziendale.

Gli strumenti ci sono, l’innovazione è già a disposizione di aziende, famiglie, persone. Sta a noi imparare a farne buon uso e, soprattutto, a collaborare per il bene comune con senso di responsabilità e visione di lungo periodo.

In questi giorni di isolamento e di grave crisi per tutti, ho pensato a come rendermi utile. L’emergenza Covid-19 ha cambiato per sempre il modo in cui fruiamo i servizi.
Non solo. Tutte le ipotesi su clienti, cicli di vendita, di relazione e di comunicazione valide fino a poco tempo fa, non funzionano più. Se pensi possa esserti utile un confronto cone me, leggi qui.