Il fine giustifica i mezzi? La vera storia del fondatore di Mc Donald’s

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Ieri sono andata al cinema a vedere “The Founder”, un film di cui non avevo letto nessuna recensione ma che mi ispirava per il titolo. “E’ la storia di McDonald’s” mi dicono, e decido che ne vale la pena, in fondo e’ una storia che non conosco, a parte il prodotto finale, l’hamburger, che ho mangiato qualche volta.

Premetto che e’ un bellissimo film, fatto bene, e che quindi merita di essere visto, soprattutto per chi come me non conosceva la storia del successo di questa catena di fast food, che ha letteralmente rivoluzionato il modello di business della ristorazione.

E’ la storia dell’imprenditore che, negli Stati Uniti degli anni ’50, inventò il franchising, che poi sarebbe diventato il suo personale impero immobiliare.

The Founder è il sogno americano. Quello di un uomo che, con il solo suo ingegno, senza nemmeno titoli di studio o grandi meriti, ha fondato un impero ed è diventato ricchissimo.

E’ la storia vera dell’imprenditore Ray Kroc, interpretato da Michael Keaton, venditore di frullatori dell’Illinois che negli anni ’50 incontra in California i fratelli Mc Donald. Kroc e’ un cinquentenne che non e’ riuscito ancora ad arrivare al successo economico e di carriera che ha sempre inseguito. Si sente frustrato, vende pochi frullatori ed e’ all’ennesimo cambio di carriera.

Kroc un giorno incontra i fratelli Mc Donald e rimane folgorato dalla loro idea geniale: sono riusciti a creare un ristorante per la produzione “espressa” di hamburger, una vera catena di montaggio fordiana della ristorazione in grado di produrre un hamburger, confezionarlo e venderlo in meno di un minuto. Abbattono i costi di produzione, eliminano i camerieri, le code infinite di attesa, cambiano target della clientela, che diventa la famiglia americana.

Una vera disruption, come si direbbe oggi, della ristorazione.

Kroc riesce a convincere i due fratelli ad espandere questo business in tutti gli Stati Uniti, attraverso una catena di fast food onnipresente. Kroc vuole portare in ogni citta’ Americana un nuovo simbolo: oltre alla bandiera Americana sopra ogni tribunale, alla croce sopra ogni chiesa, anche l’arco dorato del Mc Donald’s , simbolo della comunità, della famiglia, dei valori americani.

In poco tempo Kroc si dimostra un imprenditore senza scrupoli, pronto a tutto pur di arrivare al successo.

Dall’incontro con un consulente finanziario capisce che il suo business non e’ la ristorazione, ma l’immobiliare. Acquista i terreni di tutti gli affiliati e acquisice il controllo del business Mc Donalds. Liquida dopo poco i due fratelli per acquisire il brand Mc Donald’s e da’ la sua parola, non avvalorata dalla firma nel contratto, versera’ ai fratelli le royalties sugli introiti (cosa che non avverrà mai).

I due fratelli si ritrovano in poco tempo con un piccolo chiosco di hamburger, schiacciato dal successo del Mc Donald’s, dalla catena di fast food che porta il loro stesso nome, ma su cui non hanno più alcun diritto.

E’ un film che a mio modo di vedere ridà dignità ai due fratelli, veri inventori della catena fast food, ma che non hanno avuto la visione di espansione commerciale di Kroc, timorosi di fare il passo piu lungo della gamba e di non riuscire più a garantire la qualità, a cui tanto hanno sempre tenuto.

D’altro lato Kroc, un imprenditore, che ha fatto della perseveranza e della tenacia, quasi ossessiva, il suo valore principale.

Il film sfida il senso morale di ognuno di noi, attraverso la versa storia di un imprenditore che prende con forza il sogno di altri per farlo proprio.

La domanda che vorrei fare a chi ha visto il film e’ questa:

Chi e’ Ray Kroc? un genio del business che si e’ fatto da solo, o uno squalo opportunista senza scrupoli che ha rubato l’idea innovativa e il sogno altrui?

 

 

 

 

 

 

 

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