Chi ha paura dell’art. 18?

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Ricordo quando mi licenziai dal mitico Posto Fisso a Tempo INdeterminato per andare a lavorare a Londra, la domanda di alcuni era: ma sei assunta con un contratto inglese? Ti possono licenziare in qualunque momento?
Ricordo bene che questo era l’ultimo dei miei problemi.
Io volevo imparare l’inglese, imparare a lavorare con metodi nuovi e diversi da quelli in cui ero abituata, conoscere persone nuove, capire il mondo da un’altra prospettiva, che non fosse più quella della provincia dalla quale partivo.
Ciò che mi ha sempre spinto era imparare e dare il meglio, il massimo delle mie possibilità.
Nessuna azienda licenzia un dipendente bravo, meritevole, che ha voglia di fare. Non si e’ mai visto, sarebbe per l’imprenditore come darsi la zappa sui piedi.
È ora di superare questa paura del posto fisso, questo conflitto di interessi tra azienda e lavoratore. Non siamo più agli anni ’70. Se l’impresa non ha bravi dipendenti non cresce, non è competitiva, fallisce per forza di cose. Imprenditore e dipendenti sono le due facce della stessa medaglia, con una differenza: l’imprenditore si assume il rischio imprenditoriale ed e’ la guida dell’azienda nelle scelte strategiche. I dipendenti nello svolgere il loro lavoro, producono, mantengono il rapporto con i clienti, monitorano l’andamento della gestione, progettano, realizzano. Ma l’obiettivo e’ uno solo: rimanere competitivi nel mercato.
Se tutti i lavoratori non capiscono questo e continuano a vedere nell’imprenditore una minaccia piuttosto che un alleato, non ci sono protezioni contrattuali che tengano.
Se l’azienda fosse mia, se dovessi assumere una persona, la voglio con me, al mio fianco, a suggerirmi modi migliori per fare le cose. Se ho accanto lavoratori spaventati dal licenziamento, aggrappati ad un articolo dello statuto dei lavoratori vecchio di 40 anni, forse un problema di competitività e di sopravvivenza nel mercato globale ce l’ho.
Con l’abolizione dell’art. 18 molti dovranno cambiare approccio, diventare imprenditori di se stessi, fare squadra con l’azienda.

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2 thoughts on “Chi ha paura dell’art. 18?

  1. Michele Formisano (@mklogos) says:

    Premesso che reputo questo blog davvero ben scritto, ricco di ottimi spunti e piacevole da leggere; vorrei usare questo commento per un veloce contraddittorio. Il governo Monti ha già disintegrato l’articolo 18 della legge 300/70. Quello che si difende ora è solo il “baluardo legislativo” de “La giusta causa”. Dopo Monti i lavoratori dovevano già creare questa sinergia con l’azienda ed essere imprenditori di se stessi. Eppure le cose in questa crisi che serve per migliorarci non migliorano. Sarà che i primi ad essere incompetenti e antichi sono proprio quelli che dovrebbero assumersi il rischio d’impresa ? Un saluto.

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    1. alessandralomonaco says:

      Michele, grazie per il commento. Certo che le colpe, se così si può dire, della crisi non sono nei lavoratori, ma non sarebbe nemmeno corretto che stiano da una sola parte. Ciò che volevo esprimere in questo post faceva più che altro riferimento a questa inutile è deleteria battaglia ideologica tra lavoratore e imprenditore, battaglia che i sindacati stanno portando avanti senza proporre qualcosa di innovativo che risponda concretamente ai mutamenti che stanno avvenendo nel mondo del lavoro, che colpiscono le aziende quanto i lavoratori. Inoltre questi due soggetti sono nella stessa barca: se il lavoro non c’è, se la domanda non c’è, se stanno cambiando i processi produttivi cosa vogliamo fare? È tutto il sistema che va ripensato. E’ un processo ovviamente doloroso per tutti, lavoratori e imprenditori.
      Grazie, buona serata

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