È il nostro momento? Se non ora quando?

Ieri ho ascoltato il discorso di fine anno di Letta. Ha ripetuto varie volte il mantra del “cambio generazionale”: e’ la volta dei quarantenni! Anche se lui ne ha quasi 50 a dire il vero, ma si sa, dopo i 40 non si contano (come mi piace questa regola…).
Oltre a questo, qualche giorno fa sono stata ad un incontro organizzato da Umberto Ambrosoli, candidato presidente alle regionali della Lombardia di qualche mese fa, ora all’opposizione in giunta. Un bellissimo incontro per parlare di donne e politica, donne e impresa, donne e università. Da ogni parte ultimamente non si fa che parlare di donne e leadership, di impegno femminile, delle competenze che non sono attualmente impiegate, e che se lo fossero, ne guadagnerebbe l’economia. È provato che laddove le donne occupano posizioni apicali, le imprese producono maggiori profitti. A livello macroeconomico, se l’occupazione femminile (che attualmente in Italia e’ sotto il 50%) arrivasse ad essere il 60%, il PIL guadagnerebbe 7 punti percentuali (fonte Bankitalia).
C’è una potenzialità enorme che non viene sfruttata.
Senza contare il fatto che la leadership al femminile e’ una leadership del “fare”, del “servizio”. A una donna difficilmente interessa raggiungere posizioni apicali per esercitare il “potere” fine a se stesso. Questa e’ una visione meramente maschile, quella del mettere radici in posizioni di comando. Ad una donna ciò che interessa e’ sempre mettersi al servizio dell’impresa, della comunità, di chi rappresenta.
È quindi il momento di impegnarci, nel lavoro, nella società, nella politica? Il cambio generazionale sta avvenendo, l’attenzione di genere anche. Non ci rimane che rimboccarci le maniche, non ci sono più alibi.

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2 thoughts on “È il nostro momento? Se non ora quando?

  1. Mauro Giacomin ha detto:

    Quando ho sentito Letta parlare di ricambio generazionale ho avuto un mancamento: il ricambio avviene quando le persone sono in grado di esprimere e rendere effettivo un pensiero nuovo, una strategia diversa, quando sono in grado di dare speranza ed energia a chi li segue. Letta è giovane perché ha quasi 50 anni? Per me uno può essere vecchio a 30 anni e giovane a 60. Letta ed Alfano, secondo me, ben rispondono alla famosa frase “bisogna che tutto cambi perché tutto rimanga com’è”. Rappresentano degnamente il tentativo del potere che ha portato l’Italia al fallimento di perpetuarsi.
    Sono certo che dove ci sono donne le cose vanno meglio ma non credo perché sono donne ma perché, in quanto donne, se ce l’hanno fatta, è stato per merito! Un uomo potrebbe aver raggiunto il potere perché uomo, una donna semplicemente perché è così in gamba da aver sbaragliato la concorrenza!
    Io non credo che uno sia migliore perché uomo o donna, alto o basso, giovane o vecchio (anagraficamente!), ricco o povero ….ma semplicemente perché ha più talenti di un altro e, una volta che se ne è accorto, li ha fatti valere. Questo in politica, nel lavoro o nel sociale.

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    1. alessandralomonaco ha detto:

      Grazie Mauro del tuo commento, giustissimo! Una grande rivoluzione, di cui abbiamo molto bisogno in Italia, e’ la rivoluzione sul merito: diventare un paese meritocratico, a cui non importi il genere, l’età, l’origine ecc, ma soltanto il merito appunto. È un valore molto alto a cui ambire, ma dopo anni di mediocrità abbiamo bisogno di immaginare prima ancora di realizzare, una realtà più equa e quindi più giusta.

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